Deve ritenersi che sussiste il dolo eventuale quando l’agente accetta il rischio che quell’evento si verifichi come risultato della sua condotta, comportandosi, di conseguenza, anche a costo di determinarlo; sussiste, invece, la colpa cosciente, aggravata dalla previsione dell’evento , quando l’agente, pur rappresentandosi l’evento come possibile risultato della sua condotta, agisca, tuttavia, nella previsione e prospettazione che esso non si verifichi; nel primo caso egli accetta quel possibile evento prospettatosi (volizione) , nel secondo caso, viceversa, egli non consente alla verificazione dell’evento medesimo ( non – volizione ) .

E’ necessario sgomberare il campo da un equivoco che potrebbe annidarsi nel mero richiamo alla espressione “ accettazione del rischio” : l’accettazione non deve riguardare solo la situazione di pericolo posta in essere, ma deve estendersi anche alla possibilità che si realizzi l’evento non direttamente voluto, pur coscientemente prospettatosi .

Posto che il dolo eventuale è pur sempre una forma di dolo e che l’art. 43, 1° comma, 1° cpv c.p. richiede non soltanto la previsione, ma anche la volontà di cagionare l’evento , “ la forma più tenue della volontà dolosa, oltre la quale si colloca la colpa ( cosciente ) , è costituita dalla consapevolezza che l’evento, non direttamente voluto, ha la probabilità di verificarsi in conseguenza della propria azione nonché dell’accettazione volontaristica di tale rischio “ ( Cass. Sez. Un. 12 ottobre 1993, n. 748/1994 ).

Altrimenti si avrebbe la ( inaccettabile ) trasformazione di un reato di evento in un reato di pericolo .

In modo condivisibile in dottrina chiarisce che “ perché sussista il dolo eventuale , ciò che l’agente deve accettare è proprio l’evento – nel caso di specie proprio la morte – ; è il verificarsi dell’evento ( della morte) che deve essere stato accettato e messo in conto dall’agente, pur di non rinunciare all’azione che , anche ai suoi occhi, aveva la seria possibilità di provocarlo “ .

In tema di circolazione stradale la trasformazione del reato da reato di evento a reato di pericolo comporterebbe la improponibile conclusione che “ ogni volta il conducente di un autoveicolo attraversi con il rosso una intersezione regolata da segnalazione semaforica, o non si fermi ad un segnale di stop, in zona trafficata, risponderebbe , solo per questo, degli eventi lesivi eventualmente cagionati sempre a titolo di dolo eventuale, soltanto in virtù della violazione della regola cautelare e della conseguente situazione di pericolo scientemente posta in essere “ .

Una conseguenza inaccettabile , “ in quanto , accettazione del rischio non significa accettare solo quella situazione di pericolo nella quale si inserisce la condotta del soggetto e prospettarsi solo che l’evento possa verificarsi, perché questo costituisce anche il presupposto della colpa cosciente; significa accettare anche la concreta probabilità che si realizzi quell’evento direttamente non voluto.

Il dolo eventuale presuppone che il “ superamento del dubbio “ si risolva positivamente (“ volizione “ ) , serbando l’agente quella condotta anche a costo di cagionare l’evento, volitivamente accettandolo, quindi, nella sua prospettata verificazione ; la colpa cosciente si radica quando l’agente, pur prospettandosi la possibilità o probabilità dell’evento, tuttavia confida che esso non si realizzi ( “ superamento del dubbio “ in senso negativo ; “ non volizione “ ).