Vi segnaliamo la sentenza n. 54018/18 della Suprema Corte di Cassazione.

Il caso e il principio di diritto: l’alto tasso alcolemico nel sangue non basta ad escludere la non punibilità per la particolare tenuità del fatto. Perché sia negata l’applicazione dell’articolo 131-bis è necessario che il fatto illecito generi un concreto pericolo.

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 54018/18, ha accolto il ricorso contro la condanna per guida in stato di ebbrezza, con l’aggravante di aver commesso il fatto in ora notturna. Alla base della condanna un paio di prove dell’alcol test, fatte verso le 2 e 30 del mattino, che avevano fatto registrare dei valori nettamente sopra la soglia minima. Dai Giudici di merito era stata esclusa l’applicabilità dell’art. 131 bis c.p. in considerazione del notevole “sforamento” rispetto ai valori soglia. Per la Cassazione però questo solo elemento non basta, ma è necessario confrontarsi sempre con il caso concreto, ed in particolare avendo riguardo al comportamento tenuto dalla persona in stato di ebrezza, secondo questo principio: “ai fini dell’apprezzamento circa l’applicabilità dell’articolo 131-bis del Codice penale, occorre accertare che il fatto illecito non abbia generato un contesto concretamente e significativamente pericoloso con riguardo ai beni indicati”.

Tratto da Quotidiano del Diritto – Il Sole 24 ORE.

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