UNA BUONA NOTIZIA
Ruba al supermercato per fame e il titolare anziché querelarla l’assume.
di Umberto Guerini
Una cinquantenne disperata ed affamata, madre di un ragazzo disabile, è stata sorpresa mentre rubava qualche pezzo di formaggio in un supermercato di Cassino.
Rubava per mangiare !
E’ stata scoperta dalla sorveglianza che ha informato il dirigente del centro commerciale il quale, venuto a conoscenza della situazione di grave bisogno della persona colta in flagranza, non solo ha deciso di non sporgere querela ma l’ha assunta nel supermercato eliminando così la sola causa che l’aveva spinta a commettere il reato.
In questo caso il “furto in stato di bisogno“ è stato risolto a monte, senza scomodare la giustizia penale.
In altri casi si è ricorsi alla scriminante dello stato di necessità.
Sono note le sentenze del Giudice Monocratico di Roma – Dott. Gennaro Francione – che ha applicato la scriminante dell’art. 54 cp al furto per fame ed alla vendita in strada di cd contraffatti per avere agito in stato di necessità rappresentato dal bisogno di nutrirsi (Tribunale di Roma, Giudice Monocratico, 11 aprile-19 giugno 2000 n. 7201; Tribunale di Roma 15 febbraio 2001)
Alla fine del 1800 divennero famose in Francia le sentenze de “le bon President Magnod“ che assolveva le persone spinte dalla fame a commettere reati contro il patrimonio applicando la scriminante dello stato di necessità.
Sentenze scandalose per i conservatori ed esemplari per i rappresentanti delle tendenze del socialismo giuridico.
Una questione che si ripropone dopo oltre un secolo e che la crisi economica che colpisce in modo pesante le classi sociali meno protette riporta all’ordine del giorno.
Con essa ritorna d’attualità un tema più generale, rappresentato dalla rilevanza delle cause della criminalità e dal ruolo che esse svolgono nella valutazione della responsabilità penale.
Un tema d’antan, relegato nei pochi lavori storici sul diritto penale del secolo scorso, che è invece opportuno riportare al centro delle riflessioni dei penalisti e non lasciarlo solo alle riflessioni degli studiosi di sociologia criminale.



